L’altra faccia di Taiwan

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In Taiwan ho assistito anche al campionario di “mostri” più orripilante che abbia mai visto. E non intendo usare la parola in senso dispregiativo, ovviamente; però non so come altro descrivere i volti sfigurati che ho incontrato, a volte, per strada. In Italia o nei paesi che ho visitato (per quanto pochi), non ho mai visto una tale quantità e qualità di deformità fisiche come in questo posto. Non parlo di semplici handicap, o di una bruttezza fuori dal comune, ma di vere e proprie mutazioni genetiche. Non so come altro definire una distanza così grande dalla “normalità”. Volti che avrei dovuto includere nella categoria “facce da Taiwan”, perché caratterizzati da una serie di modificazioni lontane da ogni immaginazione. Tuttavia, non avrei mai osato fotografare esseri straordinariamente brutti e per questo, tristemente affascinanti, con il rischio di ricavarne una sorta di Circo di Barnum. Mi limiterò a parlare di facce ricoperte da enormi bolle di carne, spuntate ovunque e aventi lo stesso aspetto di funghi. Volti orripilanti in maniera indescrivibile, per cui l’unico aggettivo che mi viene in mente è “sciolti”. Facce la cui pelle sembra essere colata come cera: la carne sembra appesa al viso, brandelli di pelle (presumibilmente palpebre) scendono dagli occhi fino al petto, lobi che pendono poggiati sulle spalle, guance, naso e mento che hanno l’aspetto di lunghe trecce e glabri arrivano fino all’alteza della pancia. In un mercato ho visto un uomo con un occhio normale e l’altro enorme, grande come una noce di cocco; a Taichung ce n’era uno che aveva il corpo costellato di escrescenze marsupiali; sulla metro di Taipei invece ne ho visto uno con denti e gengive enormi che fuoriuscivano di centimetri dalla bocca (per dare un’idea, era molto simile all’episodio de “I nuovi mostri” in cui Alberto Sordi recita nel ruolo del giornalista). Ne ho visto un altro con le orecchie attaccate al naso al posto delle guance e un altro con Immagini “straordinarie”, nell’aspetto più strettamente etimologico della parola. Quello che mi ha colpito di più è stato il volto di un uomo per metà normale, e per metà gonfio e floscio: la variante “ripiena” delle facce sciolte. In questo caso il turgore impediva alla pelle di colase del tutto, ma la faceva rimanere attaccata al resto della faccia. Il moto conferiva alla carne un aspetto ondulante e gelatinoso.Stavo inquadrando una bancarella quando l’obiettivo della videocamera l’ha intercettato. Senza nemmeno accorgermene, mi sono rifiutato di scattare.. La mia galleria di immagini di taipei sarebbe diventata una esposizione di cattivo gusto e il solo pensiero del disagio che avrei potuto creare nel fotografare quei volti mi sembrava un’offesa sufficiente a farmi desistere dall’idea. Talvolta invece qui il brutto, il deforme e lo storpio vengono strumentalizzati per la vendita di oggetti portafortuna, biglietti della lotteria in primis. Come a dire: ho sono un concentrato di regia, perciò il culo che non ho avuto io, in qualche modo deve capitare a qualcun altro. La strategia funziona: la maggior parte delle carrozzine sono equipaggiate con un tavolino su cui campeggiamo biglietti della lotteria, schede del lotto, numeri fortunati. Anche questo è di cattivo gusto, ma aiuta la gente a campare, e allora va bene così.

1 Comment »

  1. avatar Gio-Sisu Says:

    Sai cosa penso Nicholas che ormai nelle città e paesi “civilizzati” non li fanno più nascere quei “mostri” e sai perchè, con l’esame del liquido amniotico le madri lo sanno prima e le fanno abortire. Poi se per disgrazia nascono ugualmente qui da noi li rinchiudono negli Istituti.

    Quello che là sembra ormai nella norma qui è una cosa orribile. Certo non ti so dire se sia un segno di civiltà o di arretratezza. Gli emarginati mi fanno sempre sentire un po’ di commozione, anche se sono “mostri”. Io penso che se certa gente mostrasse sul proprio viso la propria anima, sapessi che mostruosità circolerebbero. Invece facce d’angelo a volte sono dei mostruosi criminali.

    Ti lascio da leggere una poesia di Giacomo Montana che, anche se sembra forte, esprime tanto dolore:

    http://www.mobbing-sisu.com/poesie/tu-sai.htm

    Sai cosa ti dico: Un abbraccio
    Gio-Sisu

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